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La via delle Fate: itinerario d'ispirazione n°4

Posted by Valentina

Sibilla parco_monti_sibillini Il-Monte-Sibilla-e-la-sua-Grotta2 lago di Pilatorocca di arquata

 

 

 

 

“Credi solo in quello che vedi. Il fatto che tu sia l’unico a vederlo, non vuol dire che non esista“.
Simona Sparaco

Esistono storie d’amore e d’amicizia che nascono in modi improbabili e incomprensibili ai più, affinità e legami inintelligibili al resto del mondo, caratteri e costumi dissimili e a prima stima incompatibili, che invece finiscono nel brillare insieme di una luce seducente. E’ la forza dell’amore che ci strega, che ci muta e ci trasforma, quella forza che ci fa fare cose inaspettate, “quella che non fa dormire finché il sole non verrà” come cantava Eugenio Finardi.

Il Versante della Magia

La leggenda vuole che il Parco dei Sibillini sia soprannominato il “versante della magia”, nome che gli conferisce quell’incanto legato alla leggenda del regno della Sibilla dove, ogni anfratto, ogni piccolo borgo montano, ogni sentiero e ogni scorcio conserva inalterato il fascino di luogo di confine fra realtà e fantasia, fra sacralità e mistero, fra inconscio collettivo e coscienza individuale.

Sibilla-Appeninica-fate-marche-lifemarcheLa fata Sibilla

Vecchia saggia o ingenua fanciulla, regina della montagna e degli esseri viventi che la abitano, custode del dono di dispensare giusti consigli, di individuare i problemi e la loro risoluzione, è simbolo di un femminile mai assoggettato, indipendente e forte, che ripone nell’amore per l’universo la sua unica vera forza e magia. La leggenda la vuole innamorata e sposa al  cavaliere chiamato Guerrin Meschino, un giovane proveniente dalla città di Corfù in Grecia. Egli era in cerca della Sibilla, per chiederle notizie dei propri genitori,  persi in età infantile ma, una volta giunto al suo cospetto, la maga gli sottopose tre domande: se il cavaliere avesse saputo rispondere, la donna avrebbe esaudito i suoi desideri. Con grande astuzia, il Guerrin Meschino riuscì a risolvere gli indovinelli e a rompere l’incantesimo che affliggeva le fate, ancelle di Pretare.

chirocefaloMontemonaco, Grotta della Sibilla, Lago di Pilato, Gola dell’Infernaccio

La leggenda narra che il cadavere di Ponzio Pilato fu trainato sui versanti marchigiani delle vette sibilline da un carro di buoi, che poi si trascinò verso le rive del lago, forse attratto da forze sovrannaturali, lasciandosi inghiottire dalle sue profondità, o forse trasformato nel Chirocefalo di Marchesoni, un minuscolo crostaceo unico al mondo presente nel lago. Il lago viene considerato una delle porte per il regno degli Inferi tanto da richiamare appassionati di esoteria, negromanti e alchimisti da tutta Europa. Nel Museo della Grotta della Sibilla, a Montemonaco, è custodita una pietra scura recuperata sulle rive del lago, detta La Gran Pietra, sulla sua superficie sono incise lettere misteriose, mentre nella Gola dell’Infernaccio aleggiano ancora i ricordi di antichi riti negromantici.

Pretare Piccolo borgo di Arquata del Tronto alle pendici delfornace_pretare_06 Monte Vettore.  La leggenda narra di un gruppo di pastori solitari che giunse sul posto in cerca di verdi pascoli, ma anche di giovani fanciulle con le quali trascorrere il resto della loro monotona vita. Una notte, con loro grande stupore, le ancelle della Sibilla uscirono dalla grotta e discesero il monte Vettore per incontrare i pastori: le fate erano delle donne bellissime, ed ognuna simboleggiava un elemento della natura (acqua, fuoco, neve, prati, boschi…). La discesa delle fate si ripeté ancora per altre sere: le fanciulle raggiungevano di nascosto i pastori, con i quali ballavano il saltarello, per poi scappare alle prime luci dell’alba. Una notte però, un pastore incuriosito, andò a guardare sotto i fastosi vestiti della propria amata e con sua sorpresa notò delle zampe di capra. Le fate, avendo capito che il loro segreto era ormai svelato, scapparono e tornarono nella grotta, dove c’era però la  Sibilla che stava aspettando il loro ritorno per imprigionarle.

arquata del trontoArquata del Tronto Il territorio montano del comune è l’unico in Italia ad essere ricompreso tra due parchi nazionali, quello dei Monti Sibillini a nord e  quello del Gran Sasso-Monti della Laga a sud. Per la sua posizione strategica e dominante, l’antica Surpicanum fu per secoli contesa tra Ascoli e Norcia. La costruzione della Rocca avvenne nel Duecento, ma raggiunse il massimo splendore nel XV secolo quando a soggiornarvi fu la regina Giovanna II d’Angiò di Napoli. Al soggiorno della regina è legata anche una leggenda popolare che vuole che fu il re stesso a rinchiuderla nella torre più alta del maniero, dopo averla dichiarata pazza, perché macchiatasi più volte del peccato di lussuria.

rocca di arquataUna leggenda narra, infatti, che la Regina attirasse i pastori della zona nella sua stanza in cima alla torre più alta con la promessa di una notte di piacere. Dalla qualità della prestazione, però, dipendeva loro destino: se insoddisfatta, pare che la Regina desse il malcapitato in pasto ai lupi. Se vi capiterà di passeggiare, durante le lunghe notti d’estate, nei pressi della Rocca, forse anche voi potrete ascoltare i lamenti del fantasma della sovrana che si aggira, come sostengono gli abitanti del paese, tra gli spalti del maniero, ancora oggi dimostrando di possedere quella indomabile irrequietezza che contraddistinse la sua umana esistenza.

Meritano una menzione il Crocifisso in legno policromo (sec. XII-XIII) conservato nella chiesa di Capodacqua, una riproduzione Seicentesca della Sacra Sindone conservata nella chiesa di San Francesco a Borgo di Arquata.


 

COMMENTS (3)

  1. Simona on 23rd Nov 2015

    questo articolo e’ un incanto. Felice di essere stata citata, grazie!

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    1. mmiadmin on 23rd Nov 2015

      Grazie Simona, ricevere un complimento da te è come vincere il Pulitzer.
      Onorata. A presto

      Reply
  2. Antonello Urbani on 15th Mag 2016

    Gentile Simona, ho avuto modo di apprezzare le sue…opere e essendo proprio del posto Castelsantangelo sul Nera sotto il monte Vettore e il monte Sibilla, vorrei mostrare il mio interesse e della Pro Loco delle Valli Castellane a promuovere il suo Libro sulla Sibilla, invitandola in occasione della programmazione estiva 2016 del ns. Comune inserendola tra gli appuntamenti culturali in programmazione
    mi chiamo Antonello Urbani e sono il presidente della Pro Loco delle valli Castellane, con sede a Castelsantangelo sul Nera – Mc
    http://www.prolocodellevallicastellane.it
    info@prolocodellevallicastellane.it
    cell.339.3826138
    spero in un suo interessamento
    un saluto

    Reply

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