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20th Mag
itinerario 2

Ascoli fra cultura arte e tradizione, itinerario d'ispirazione n°2

Posted by Valentina

 

polittico Carlo Crivelliamalassunta osvaldo licini

 

“Tutti gli angeli ribelli guardano te anima mia
a te bella signora silenziosa
a te bella signora quanto mai cara quanto mai fedele
che da lontani astri scivolando
qui sei bene venuta ad abitare senza timore
di umiliarti nuda come la rosa nella capanna del mio perduto cuore..”
Osvaldo Licini

La provincia picena vede storicamente una forte diffusione di botteghe artigiane sul suo territorio, con uno scenario di materiali e di lavorazioni che partono dai materiali più umili, come l’intreccio e lavorazione della paglia e del legno, passando per l’arte decorativa della maiolica, del rame e del ferro battuto fino ad avere una parte nel patrimonio tradizionale della cultura orafa. Ormai in disuso, purtroppo, la secolare tradizione dell’attività cartaria, testimoniata dall’opificio di porta Cartara.

 

cestiniCeramica ascolana

Di grande rilevanza artigiana non possiamo dimenticare la tradizione della lavorazione del Travertino, dei mosaici, dell’artigianato cartario e del ricamo. Il territorio piceno vanta la presenza di diversi laboratori tuttora operativi. Oltre alle bellezze architettoniche e ai tesori d’arte che si possono visitare nei musei della provincia, esiste ancora un substrato artigiano che ricava la sua ricchezza dalla creatività, dal talento e dalla manualità.

tombolo di offidalavorazione-travertino-acquasanta-terme

Quale migliore regalo d’amore può portare il vostro nome in eterno, se a comporlo, dipingerlo, ricamarlo o scolpirlo siete stati proprio voi? Questo itinerario è dedicato a tutti coloro che si sentono “artisti nell’anima”, che vogliono scrivere le iniziali del loro amore in un oggetto semplice che lo ricordi in eterno.

 

I musei

I tesori del Museo Diocesano qui si trovano opere importanti che vanno dall’oreficeria di Pietro Vannini alle tavole di Carlo Crivelli e Cola dell’Amatrice.

La Pinacoteca civica è la più grande raccolta comunale delle Marche. Tra le preziose opere custodite spiccano per importanza: il Piviale del XIII secolo, di manifattura inglese, donato nel 1288 al Duomo di Ascoli da Papa Niccolò IV, i dipinti di Carlo Crivelli (i due trittici di Valle Castellana XV sec.), Cola dell’Amatrice (La salita al Calvario,1527), Tiziano (San Francesco riceve le stigmate, XVI sec.), Guido Reni (Annunciazione, 1575), Strozzi, De Ferrari, Magnasco, Mancini, Morelli, Palizzi e Pellizza da Volpedo (Passeggiata amorosa, 1901). Le opere sono ambientate in splendide sale, ammobiliate con rare consolles, poltrone, specchiere e cassettoni del XVIII e XIX secolo che, con i preziosi tendaggi ed i lampadari di Murano, ricreano l’atmosfera e la suggestione di un palazzo aristocratico.

Il Museo archeologico, un tuffo nella storia dalla civiltà picena alla conquista romana.

La Galleria di arte contemporanea oltre a opere dei maggiori maestri del Novecento, con una importante sezione di grafica, vanta un consistente nucleo di dipinti e disegni del grande artista marchigiano Osvaldo Licini.

Il Museo dell’arte ceramica inaugurato il 1° giugno 2007, il museo dell’arte ceramica è ubicato al fianco della chiesa romanica di San Tommaso. Nei suggestivi ambienti e nel chiostro hanno trovato posto le ricche collezioni comunali ed i preziosi manufatti concessi in deposito dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e dalla famiglia Matricardi. Il museo è articolato in cinque sezioni che consentono di ripercorrere le vicende della produzione ceramica ad Ascoli Piceno, dai bacini in maiolica arcaica risalenti al XV secolo, alle produzioni dell’Otto e Novecento: vasi, piatti, urne, caffetterie, tazze realizzate dalla manifattura Paci (1808-1856), e dalla manifatture Matricardi (1920-1929) e Fama.

Negli edifici ristrutturati dell’antica Cartiera Papale,  E’ nel 1512 che, per volere del Papa Giulio della Rovere, gli edifici medievali della prima Cartiera Papale vengono ristrutturati e ampliati per assumere la struttura che ancora oggi conservano. Ancora adesso sono conservate all’interno della Sala delle Macine le stesse macine in pietra che, assieme ai mulini, lavoravano il grano per la produzione della carta e per alimentare la ferriera e il frantoio. Altri spazi di interesse scientifico-culturale sono il Museo della carta (con esatte ricostruzioni dei macchinari dell’epoca) e il Museo di Storia Naturale, intitolato alla memoria e alle scoperte (tra i reperti, numerosi i fossili del paleolitico e mesozoico) del naturalista ed esploratore ascolano Antonio Orsini. si sta costruendo un moderno polo di cultura scientifico-industriale. Il 25 novembre 2006 è stato inaugurato il primo nucleo che comprende il Museo della Carta, la Collezione Orsini, laboratori didattici e percorsi naturalistici.

E come dimenticare lo spettacolare Forte Malatesta e la tradizione della giostra della Quintana?

L’artigianato

Oltre al già citato museo Museo dell’arte ceramica la provincia picena vanta numerose tappe d’itinerario nella tradizione artigiana locale.

naomi tombolo offidaOffida  Museo del merletto a tombolo: situato all’interno dell’ottocentesco palazzo De Castellotti – Pagnanelli che, dal 1998, ospita anche il museo archeologico “G. Allevi”, il museo delle Tradizioni Popolari e la Pinacoteca comunale e costituisce così un vero e proprio polo culturale. I materiali esposti sono in parte di proprietà del museo, in parte sono di cittadini privati, che danno in prestito per periodi più o meno lunghi i pezzi migliori delle loro collezioni…per questo motivo l’allestimento può variare a seconda dei periodi, offrendo risoluzioni espositive sempre nuove ed interessanti.

Di proprietà del Museo è l’abito di alta moda, realizzato nel 1997 per una sfilata di Londra dallo stilista Antonio Berardi ed indossato nell’occasione da Naomi Campbell.

pescatori san benedetto del trontoMuseo ittico, Museo civiltà marittima e delle Anfore  San Benedetto del Tronto: il museo, dedicato all’insigne scienziato sambenedettese Augusto Capriotti e inaugurato nel marzo 1956 comprende oggi oltre 9.000 esemplari suddivisi in: Pesci, Crostacei, Molluschi, Cetacei, Echinodermi, Celenterati e fossili. Ospita una sala con acquari ed una piccola sezione archeologica. Vale la pena di visitare il museo per il caratteristico procedimento di preparazione dei reperti che avviene tassidermicamente, simile all’imbalsamazione, ma permette di conservare i colori dei soggetti in modo assai naturale. Sempre a San Benedetto è interessante visitare il Museo delle anfore: un’importante raccolta di anfore di ogni epoca rinvenute in mare che entrarono a far parte della collezione del dottor Giovanni Perotti, che nel 1988 le donò al Comune, e sono giunte fino a noi per raccontare la straordinaria storia del mare Mediterraneo e delle sue civiltà.  La collezione rappresenta un unicum in Italia in quanto raccoglie reperti sottomarini di epoche e civiltà diverse (cananee, fenicie, puniche, greche, romane, bizantine) dai quali è possibile ricostruire la storia eccezionale del Mare Adriatico.

Il Museo della Civiltà Marinara è organizzato per “unità narrative” ed è una vera e propria esperienza plurisensoriale alla scoperta delle caratteristiche popolari di questa antica civiltà. Si parte da un cono sonoro che diffonde diversi rumori del mare,  dalla bonaccia primaverile alla tempesta invernale, e poi i temi del viaggio, i luoghi di mare, i mestieri del mare, il mare comune: l’Adriatico e il porto sono descritti attraverso un mirabile allestimento che coniuga sapientemente la tradizione e l’innovazione.

L’arte vasaia e la civiltà contadina di Ripatransone: questa bottega è divenuta museo grazie all’iniziativa del vasaio Peci Innocenzo che ha deciso, insieme all’aiuto della cittadinanza di trasformare il suo laboratorio in museo che ora conta ben 800 pezzi in terracotta. La specialità del vasaio Innocenzo sono i suoi fischietti.

Il Museo demo-antropologico della Civiltà Contadina ed Artigiana di Ripatransone si trova all’interno della cripta della quattrocentesca chiesa di San Filippo, inaugurato nel 1990, nasce grazie alle donazioni di cittadini residenti a Ripatransone, nei comuni limitrofi, e del Municipio di Cossignano. La raccolta si compone di circa 1500 attrezzi e manufatti realizzati o utilizzati negli ambienti rurali e nelle botteghe artigiane fino agli anni cinquanta del XX secolo, prima che la progressiva industrializzazione li rendesse obsoleti . Vale la pena di fare un viaggio nella storia grazie alla ricostruzione della bottega del fabbro e del falegname di tempi andati.

carbonaie di Colle di ArquataColle di Arquata il sentiero del carbone: una piccola frazione all’interno della parte marchigiana del Parco del Gran sasso e Monti della Laga cela un’antica tradizione importante per l’economia locale la produzione di carbone vegetale. Si tratta di una tecnica che consiste nel saper trasformare il legno in carbone lasciandolo bruciare in una struttura che ne impedisce la completa combustione. A Colle sopravvive ancora questo antico mestiere tramandato di generazione in generazione, nonostante questa sia un’attività ormai in via di estinzione.


 

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