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20th Mag
festa bella albero

Sui sentieri del pastore Serafino: itinerario d'ispirazione n°5

Posted by Valentina

DSC_8575madonna dei Santifesta bella albero

 

 

 

 

 

 

 

“Quando non sarai più parte di me
ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelline,
allora il cielo sarà così bello
che tutto il mondo si innamorerà della notte”
William Shakespeare

 

Vogliamo provare a regalarvi un brivido: chiudete gli occhi e immaginate di trovarvi cuore a cuore con il vostro amato/a in un prato, a quota mille metri. È una notte d’estate e tutto intorno è solo silenzio e sibilo del vento, è buio ma riuscite a scorgere di fronte a voi i contorni del monte Vettore che domina prepotente il paesaggio.

IMG_0219Lontano, un po’ più a valle, fra una manciata di luci gialle, riconoscete i margini di un castello medioevale (Rocca di Arquata, leggi anche itinerario 4. La via delle Fate)  ma il vero spettacolo ce lo avete sopra i vostri occhi.. alzando lo sguardo, lontano dalle luci artificiali della città, il corpo celeste vi si mostrerà in tutta la sua magnificenza. Se non conoscessimo la biografia di Shakespeare, potremmo giurare che l’ispirazione per il dialogo di Romeo riportato in questa sezione, l’abbia trovata a Spelonga, in una delle sue “notti di mezza estate”.

 

festa bellaSpelonga di Arquata del Tronto: un piccolo borgo dalla grande storia, che narra eroici protagonismi nella battaglia di Lepanto, musa ispiratrice e set cinematografico del grande regista Pietro Germi in “Il pastore Serafino“, un luogo dove ogni cosa sembra essere rivoluzionaria e tradizionale al tempo stesso, dove una festa non è una semplice sagra di paese, ma diventa la “Più bella delle feste”.

 

festa bellaOgni tre anni questa frazione di 250 anime del comune di Arquata del Tronto, diventa scenario della rievocazione della battaglia di Lepanto, ricordando la vittoria delle truppe cristiane contro gli ottomani nel 1571. La tradizione racconta che parteciparono alla battaglia anche 150 spelongani, tornando vincitori e con il baluardo della bandiera turca strappata ai nemici durante i combattimenti, ancora custodita presso la Chiesa di Sant’Agata di Spelonga.
L’albero destinato a “stendardo dei festeggiamenti”, viene scelto fra i più belli e robusti del bosco, lungo almeno 30 metri perché deve rappresentare, per tutta la durata della manifestazione, l’albero maestro della nave. Il taglio dell’albero, il suo trasposto a mano e con la sola forza dei “valorosi del luogo” che per tre giorni e tre notti guidano e sostengono il cammino del fusto in mezzo ai boschi della Laga, il suo innalzamento al centro del paese e i festeggiamenti che ruotano intorno all’evento, rendono questa tradizione quasi un rito unico, primitivo e a tratti tribale.

 

Il-Mulino-di-Piedicava-frazione-di-Acqusanta-Terme-770x350Acquasanta Terme  procedendo per la via Salaria verso Est, con il parco della Laga e dei Sibillini alle spalle, si incontra  un caratteristico comune di Acquasanta Terme, cuore dell’Alta Valle del fiume Tronto e stazione termale del piceno: un territorio in gran parte montuoso e costellato di frazioni.

 

ph: Alessandro paddeu

ph: Alessandro paddeu

Come testimonia il nome, Acquasanta possiede sorgenti sulfuree intorno alle quali sorgono stabilimenti termali con vasche naturali libere alimentate da acqua calda. Le acque termali sono note fin dall’antichità per le loro proprietà benefiche e curative, mentre sono degne di nota, e di una o più visite : la grotta naturale con piscina d’acqua termale presso lo stabilimento di Acquasanta, il ponte romano sul torrente Garrafo, il ponte cinquecentesco a Ponte d’Arli, i resti delle antiche terme romane a Santa Maria, il mulino ad acqua a Piedicava, le Cave di travertino a Centrale, la chiesa di Santa Maria delle Piane di Quintodecimo, con gli affreschi di “Fra Paolo” Mussini, la casa del Brigante Piccioni a Rocca Monte Calvo e le suggestive cascate di Forcella.

 

 

 

 


 

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