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20th Mag
Castel_Trosino_(AP)_011

Ascoli segreta, tradizioni, scorci e leggende popolari: itinerario d'ispirazione n°3

Posted by Valentina

Castel_Trosino_(AP)_011

“Il vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre,
ma nell’ avere nuovi occhi”
Marcel Proust

La città in cui nasci e vivi diventa un po’ la tua famiglia, e come spesso accade per ogni rapporto viscerale, finisci per amarla e odiarla al contempo. Ma cosa accade quando torni a casa dopo un viaggio più o meno lungo, e la tua città riesce ancora a stupirti ed emozionarti?

Seguendo questo percorso vi regaleremo degli scorci unici e esclusivi di un territorio che offre sorprese e emozioni posando lo sguardo altrove, fuori dagli itinerari stereotipati e turistici, ma entrando nel cuore intimo del luogo.

ponte romano SolestàVi porteremo a visitare l’Ascoli Segreta, il suo Ponte Romano di Solestà, accessibile all’interno il cui ingresso si trova nella testata esterna con accesso dalla porta dell’edificio che lo fiancheggia che, dato il valore archeologico, è considerato uno dei ponti più rappresentativi della tecnica e della civiltà romana avendo conservato integralmente le sue caratteristiche costruttive.

 

Il lavatoio pubblico, è legato alla tradizione di uno dei prodigi che Sant’Emidio, martire cefaloforo, patrono di Ascoli lavatoio romanoPiceno operò in città: si narra che il Santo, non avendo a disposizione l’acqua necessaria per battezzare tutti i nuovi fedeli convertiti al Cristianesimo dalla sua predicazione, se la procurò battendo un sasso da cui fece sgorgare la sorgente che alimenta questa fonte.

Un’altra leggenda, accreditata all’autore Secondo Balena, vuole che l’acqua della sorgente sia scaturita dalla pietra dove cadde e rotolò la testa decapitata di Sant’Emidio il cui martirio si compì, a Porta Solestà nel luogo dove ora sorge il tempietto di Sant’Emidio Rosso, nelle vicinanze della fonte.

sant'Emidio alle GrotteUn altro scorcio segreto, per l’appunto, il tempietto di Sant’Emidio alle Grotte, prototipo di arte religiosa barocca nelle Marche. Eretto in onore del patrono, nel luogo in cui è avvenuta la sua prima sepoltura si definisce “alle grotte” perché  il suo interno è costituito da una grotta naturale. La piccola chiesa si trova appartata rispetto al contesto urbano, in un luogo ricco di vegetazione e silenzio. la leggenda racconta che il Santo, vi abbia camminato con la testa sotto il suo braccio, tra lo stupore generale, e che all’arrivo non si limitò ad adagiarsi per terra, ma la terra si dilatò consentendogli di seppellirsi da solo, e sopra le sue ceneri nacque un gran cespuglio di basilico, simbolo del santo dei suoi festeggiamenti, il 5 agosto.

via delle stelleProseguendo verso sud dal ponte Romano, ci si imbatte in una particolare passeggiata “rrete li mierghie” (dietro ai Merli) che conduce alla chiesetta, ora privata, di Santa Maria delle Stelle. Un percorso alternativo e autentico che si sviluppa sul bordo del fiume Tronto e parallelo alla nobile via dei Soderini. Rigenerante per la pace e la tranquillità è sicuramente da non perdere in una visita ad Ascoli in una zona tra le più autenticamente medievali della città picena.

Il fascino e il romanticismo del luogo ne fa uno scorcio ideale per gli innamorati…fino alla visita del quartiere più bohemien della città, la zona Filarmonici, che prende il nome dal teatro Filarmonici, ora in fase di ristrutturazione.

ponte di ceccoDall’altro versante della città, dove il torrente Castellano e il fiume Tronto si incontrano, si trova il ponte di Cecco (o ponte del diavolo): realizzato in travertino e pietra si distingue candido e chiaro tra la ricca vegetazione circostante.Il ponte attuale è la ricostruzione integrale dell’originario, avvenuta negli anni 60, con l’impiego dello stesso materiale recuperato nelle acque del torrente sottostante. Il vecchio ponte fu distrutto, nel corso della seconda guerra mondiale, dai guastatori tedeschi il 16 giugno 1944 insieme al Ponte Maggiore, durante la ritirata. Ancora oggi è possibile percorrerlo a piedi e fruire della congiuntura tra il centro della città con il quartiere di Porta Maggiore. La leggenda vuole che la denominazione di questa opera sarebbe da mettere in correlazione con Cecco d’Ascoli, poeta ed astrologo, cui si attribuisce la costruzione del ponte avvenuta in una sola notte con l’aiuto del diavolo. (leggi anche http://www.marrymeitalia.com/it_IT/2015/07/shhhh-mi-vuoi-sposare/)

fortezza Pia fortezza PiaFortezza Pia: Si erige a controllo della città, seminascosta dalla vegetazione, è un’antica costruzione che si eleva nella zona più alta, sul Colle dell’Annunziata, alla fine della passeggiata per il Parco della Rimembranza. Luogo strategico sia dal punto di vista panoramico che dal punto di vista militare faceva parte di un complesso sistema difensivo ed era collegata ai baluardi di Porta Romana (o Porta Gemina), tramite un camminamento ricavato nella doppia cerchia muraria. Intorno agli anni ’60 è stata scenario di alcuni avvistamenti alieni riportati dall’esperto ufologo Bruno Sammaciccia in quello che è poi stato definito “il caso amicizia”.

albero del PiccioniL’Albero del Piccioni è un platano che si trova a circa 3 km da Ascoli Piceno seguendo la Via Salaria in direzione Roma, più o meno nei pressi del bivio per Rosara, e fa parte dell’elenco degli Alberi Monumentali Italiani redatto dal Corpo Forestale dello Stato. L’albero ha il tronco internamente cavo e la circonferenza del suo fusto è di 8,7 metri, un primato regionale delle Marche, ed è alto 24 metri, arricchito da un’incantevole chioma. La leggenda popolare vuole che l’albero fu nascondiglio e base dalla quale partivano le imboscate ai viandanti, del brigante Giovanni Piccioni che, durante il periodo dell’Annessione al Regno d’Italia, fu comandante degli Ausiliari Pontifici riorganizzando, insieme ai figli ed altri uomini a lui fedeli, il fenomeno del Brigantaggio Antiunitario.

 


 

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