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31st Lug
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L’amore è una cosa semplice: Gianpiero e Francesco sposi

Posted by Valentina

 

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“Ti verrò a prendere con le mie mani sarò quello che non ti aspettavi, sarò quel vento che ti porti dentro e quel destino che nessuno ha mai scelto e poi l’amore è una cosa semplice e adesso…adesso adesso te lo dimostrerò…” Tiziano Ferro

 

L’amore è una cosa semplice, lo canta Tiziano, lo declamava San Francesco, lo sanno Viola e Samuel, 3 e 4 anni, che si tengono per mano e si regalano abbracci teneri senza che nessuno gli abbia spiegato come e perché.

L’amore è una cosa semplice, perché la felicità risiede nella gioia delle piccole cose, ed essere semplici vuol dire essere essenziali, dall’amore nasciamo, per quello viviamo e verso l’amore siamo diretti per tutta la vita.

L’amore è una cosa semplice per le coppie etero che decidono di dire “sì” davanti ad un Dio, ad amici e parenti, ad un’autorità civile o legati alla fune di un bunjee jumping: in tv impazza il fenomeno wedding e, cavalcando la sua estrema onda emozionale, c’è la corsa all’organizzazione del “giorno perfetto” dove stravaganza ed eccessi a volte hanno la meglio, e il valore semplice di quel “sì lo voglio” sembra perdersi fra metri di organza e lanterne, voli di colombe e ambientazioni bohoshabbycountryromantic…l’importante è che finisca con chic.

L’amore è una cosa semplice, lo sanno Gianpiero e Francesco, tre anni di fidanzamento, in tasca un biglietto andata e ritorno per Oslo e negli occhi l’emozione di poter realizzare il sogno di riconoscere la loro unione.

Perché l’amore invece, non è una sempre una cosa semplice quando il Paese nel quale vivi, che ami e rispetti, è uno dei nove stati europei che non ha ancora dato una voce al riconoscimento di un tuo diritto, quello di uguaglianza, sancito dalla stessa Costituzione:

“tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine sociale, che, limitano di fatto la libertà è l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”

Gianpiero e Francesco hanno voluto dar voce e forma al loro amore e a quello degli oltre un milione di omosessuali dichiarati in Italia, una voce che sembra una nota melodiosa in un coro stonato di ipocrisia, perbenismo, discriminazione e moralismo, una voce resa afona dall’impossibilità di urlare al mondo ciò che si prova, dal poterlo condividere con i propri cari.


 

Il Matrimonio

 

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I sorrisi degli amici, il tramonto, un agriturismo in mezzo ai girasoli con i sapori di una volta e la magia delle montagne sullo scenario, una piscina di palloncini come invito a buttarsi dentro e tornare bambini: Gianpiero e Francesco hanno ripetuto il loro “sì” davanti ai loro cari, e l’emozione era tangibile, si respirava nell’aria, e liet motive che ha accompagnato la nostra giornata è sempre stato “non esiste amore etero o gay, non esistono uomini o donne…rimane traccia solo dell’amore, e di chi sa rispondere ad ogni cosa con esso”.

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Inspiration Point

Trovare l’ispirazione giusta per questo matrimonio non è stato difficile: la location si prestava perfettamente al connubio tradizione/folklore e semplicità. La cerimonia all’americana voleva necessariamente i due archi fioriti, ma per le sedute abbiamo preferito “vestire” di toulle a pois le sedie impagliate, per non snaturare l’anima country del luogo.

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Senza molti sforzi gli ulivi e le querce sono diventati appoggi per vasetti fioriti, candele, lanterne e festoni di cuoricini, il tutto richiamando i colori tema del rosso e bianco.Abbiamo tirato fuori il corredo delle care bisnonne.. e fra tomboli, cuscini, teli di cotone centenari e fieno ecco che un piccolo angolo del giardino si è trasformato in un disimpegno country dove trovare un po’ di relax e una vecchia scala da lavoro…un appoggio decorativo.

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La tavolata lunga, la mise en place semplice ma con il tocco di colore delle tovagliette a quadretti, ha richiamato alla memoria i matrimoni di campagna di una volta, dove l’amore di due diventava la festa di tutti..perché è la memoria la nostra più vera identità, ciò che ci aiuta a capire chi siamo e anche chi saremo. Le mele rosse, immancabile presenza simbolica di MarryMe! come tocco finale dell’allegoria campestre e simbolica delle due “metà della mela”.Segnaposto, riso, torta nuziale e confettata arcobaleno, a fare da cornice a questa unione “colorata”.

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Come ricordo per gli invitati delle ceramiche stampate con le copertine e frasi dei più bei film che trattano il tema dell’amore omosessuale.E’ stato magico, esclusivo e divertente assistere al taglio di una torta dove i personaggi topper non erano i classici lui/lei ma due sposi in tait uno in braccio all’altro, e il lancio del bouquet trasformato in un balletto  dello sposo e degli amici vestiti da Village People.

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